Anche io ho letto #GalateoLinkedIn, il libro che aiuta a comprendere come vivere serenamente sul pianeta Internet.

Se mi chiedessero di spiegare in due parole #GalateoLinkedIn risponderei subito straordinaria casualità. Si perché quello tra Valentina Marini e Giada Susca (founders e autrici di #GalateoLinkedIn), è stato un incontro casuale.

#GalateoLinkedIn - Giada Susca, Valentina Marini - Giunti editore, 2018

Come si dice nella vita, se qualcosa è destinato a te, troverà il modo di raggiungerti ed è proprio questo il caso di dirlo. Da un semplice post, scambio di opinioni, visioni, punti di vista comuni e interpretazioni è nato qualcosa di grandioso.  

#GalateoLinkedIn un progetto partito a Gennaio 2017 e che in pochissimo tempo ha raccolto moltissime adesioni da diversi professionisti, è diventato quel faro che illumina il sentiero della Rete facendo in modo che i suoi abitanti possano conviverci nella maniera migliore possibile. 

In particolare, come afferma Paolo Iabichino, autore della prefazione, questo libro può essere inteso come missione ecologista per rendere LinkedIn un posto migliore. 

Considerato che nel mondo reale, oggi siamo costantemente sotto assedio da cattive notizie tutte frutto dello spirito troppo libertino dell’uomo a cui sono sempre strette le regole, magari ripartendo da quello virtuale, possiamo comprendere nuovamente quanto sia importante rispettarle per garantire a tutti noi un vivere migliore perché poi si sa, virtuale è reale. 

Ma da dove bisogna iniziare per comprendere come vivere in maniera serena sul pianeta internet? Da un concetto che secondo me è fondamentale: la consapevolezza. Ancor prima di iniziare a digitare è bene tenere a mente, come descritto da Giada e Valentina, che la Rete è un’enorme piazza. Da sempre questo luogo è interpretato come il punto dove vi è un costante scambio di  informazioni, dove si parla del più e del meno.

Nel mondo virtuale, Internet funziona nello stesso modo, ma con una piccola differenza: tutto ciò che scriviamo rimane. Resta come cosa scritta e visto che per scrivere utilizziamo strumenti digitali, ne resta anche la cattura dello schermo (screenshot). 

Quindi come afferma giustamente Valentina, in questo caso: verba volant, screenshot manent

Sullo stesso piano della consapevolezza in termini di importanza, abbiamo anche il linguaggio e la comunicazione.

Dopo aver preso consapevolezza di ciò che vogliamo comunicare e quindi aver fatto nostro il concetto anche in termini di tipo di contenuto, dobbiamo per forza comprendere dove e come comunicarlo.

Noi siamo quello che comunichiamo non quello che pensiamo di essere. Se voglio impostare una foto profilo con occhiali da sole al mare in costume da bagno, in compagnia di un amico, non la utilizzo di certo per il mio profilo LinkedIn.

So che LinkedIn non è né la chat di WhatsApp, né Instagram, né Facebook quindi, adotterò un altro tipo di foto a volto scoperto e sicuramente in un atteggiamento e abbigliamento professionale.

Se desidero condividere un pensiero, prima di digitare rifletto su come scriverlo. Se ci troviamo su LinkedIn chiaramente dato che si tratta di un contesto diverso da quello di Facebook, il linguaggio utilizzato e la tematica saranno diversi, entrambe accuratamente selezionati. Parlando sempre di comunicazione, consapevolezza e contesti diversi, se decido di inoltrare una richiesta su LinkedIn, prima di premere sul pulsante “Collegati” mi pongo alcune domande.

Questa persona che sto per aggiungere, è utile al mio network? Ho avuto modo di incontrarla in alcuni eventi e quindi di conoscerla dal vivo? Se la risposta è affermativa, prima di spingere quel famoso tasto personalizzo il mio invito, procedura per nulla complicata e spiegata chiaramente nel libro #GalateoLinkedIn. Altro punto  fondamentale ma questa volta in termini di comunicazione, sono i contenuti.

Nel pianeta Internet così come nella vita, è bene sempre essere autentici perché come si dice veritas filia tempori

Di conseguenza, riguardo le informazioni del mio profilo, più precisamente riguardo le esperienze lavorative passate, dovrei scrivere soltanto contenuti che rispondano a verità, senza per forza doverlo gonfiare con parole del tipo managervice presidentdirector quando in realtà in concreto i ruoli o le mansioni sono altre se non del tutto inesistenti.

Non meno importante è invece il modo in cui comunico il mio pensiero. Sempre perché parliamo di LinkedIn e quindi di un contesto professionale, l’uso dell’italiano corretto dovrebbe essere un punto chiave, partendo dall’utilizzo delle maiuscole fino ad arrivare alla sintassi vera e propria, ovviamente non venendo mai meno a quelli che sono i principi di buona educazione. 

Il confronto, così come i diversi punti di vista che ne scaturiscono, dovrebbero sempre essere una sorta di memorandum alla nostra diversità, non motivo di litigio e aggressione verbale.   Tutti questi piccoli e apparentemente insignificanti accorgimenti, sono importanti punti che facciamo guadagnare alla nostra immagine.  

Chiaramente così come il singolo utente è chiamato a rispettare delle regole per convivere in Rete, allo stesso modo lo sono le aziende.  

Attraverso la lettura di #GalateoLinkedin ho potuto riflettere, farmi un’autocritica e capire cosa avrei dovuto cambiare per rendere la mia esistenza sul pianeta Rete un’esistenza migliore.

Come dicono Valentina e Giada, #coltivareunmondodigitalemiglioreInsieme si può e ognuno di noi può iniziare a farlo ora!