Mi chiamo Valerio Lalli ma alcuni degli amici più cari mi chiamano Lallone. Sono il “miracolo” del Reparto di Neurochirurgia Infantile del Policlinico Gemelli di Roma, quello che è stata la mia “casa” nei primi anni di vita. È così che mi ha sempre definito il Prof. Massimo Caldarelli, una persona di un’umanità straordinaria di cui ho profonda stima e gratitudine, che da quando sono nato è tuttora al mio fianco, nonostante sia in pensione da qualche anno.
Sono un tipo molto empatico, mi emoziono facilmente e questa mia caratteristica mi permette spesso e volentieri di poter instaurare legami forti con le persone che incontro nella mia vita e di legare la nostra conoscenza ad un qualcosa o evento che considero importante, in un certo senso di brandizzarle.
Mi approccio così, anche nel lavoro di tutti i giorni e credo fortemente nel valore e nella potenza dell’incontro tra persone.
Attualmente lavoro come Community Manager.
Il mio ruolo consiste nel mettere in relazione persone, ancor prima che professionisti, di aziende e settori che solo apparentemente sono diversi, ma che in realtà, se legate da un obiettivo professionale e umano condiviso, possono benissimo “parlare” tra di loro.
Mi definisco anche un brand enthusiast primo fra tutti di Aston Martin, che sin dalla più tenera età non ha lasciato spazio a Ferrari, Porsche o Lamborghini.
Quando ero bambino, invece di indossare le magliette di qualche super eroe, mi piacevano quelle delle aziende per cui lavoravano i miei familiari, sognando che un giorno anche io avrei fatto lo stesso: lavorare per un’organizzazione multinazionale per attrarre i talenti giusti, grazie al mio entusiasmo e al mio attaccamento “alla maglia” aziendale.
Questo mio approccio è ciò su cui mi sto concentrando ora per cercare di concretizzarlo anche dal punto di vista lavorativo.
Nel 2019 ho letto “Digitaliano. Pratiche di scrittura quotidiana e professionale”, un libro scritto a più mani da tanti professionisti, che ci aiuta a comprendere l’evoluzione della lingua italiana nell’era digitale.
Giada Susca, amica e collega che ha contribuito alla stesura del libro, in uno dei capitoli da lei curati scrive:
“La caratteristica essenziale di colui che scrive è sicuramente la capacità di guardarsi attorno e cogliere il potenziale che ne deriva da idee, sollecitazioni, contaminazioni, oggetti, luoghi, Persone. Dopodiché, la penna, la tastiera o il blocco note dello smartphone diventano lo scrigno in cui depositare i pensieri, fare in modo che diventino eterni e si trasformino in dono”.
Catturato e ispirato da questo passaggio, è maturata pian piano in me l’idea di progettare uno spazio che avesse l’obiettivo di condividere esperienze, riflessioni, saperi, con l’intento di trasferire il valore a beneficio di chiunque voglia leggermi.
Ora ho finalmente trasformato questo mio sogno in progetto: il mio blog!
Benvenuti e buona lettura!
Quando qualcuno condivide, tutti vincono